Agenzie investigative: come lavorano e quando contattarle

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agenzie investigative

Le agenzie investigative sono realtà che agiscono, come è chiaro dal nome, con l’obiettivo di raccogliere informazioni da utilizzare poi in sede di giudizio.

Cosa sapere prima di scegliere un’agenzia investigativa

Oggi sono molte le persone che decidono di ricorrere ai servizi delle agenzie investigative. Si fa questa scelta per motivi svariati. C’è chi chiama un investigatore privato perché sospetta l’infedeltà del coniuge, chi ricorre ai suoi servizi per monitorare l’attività di un minore sul web e chi, invece, opta per questi servizi con l’obiettivo di acquisire informazioni su un potenziale dipendente lavorativo dopo un colloquio.

Un consiglio pratico che si tende a dare spesso a chi sceglie di ricorrere ai servizi di un’agenzia investigativa riguarda il fatto di tentare altre strade prima di prendere questa decisione. Ciò significa che, per esempio, chi ha intenzione di recuperare una somma insoluta e non riceve risposta dal debitore deve prima inviare la lettera di sollecito e, successivamente, richiedere indagini patrimoniali se anche la missiva non porta a nulla.

Chi può aprire un’agenzia investigativa

Le agenzie investigative non possono essere aperte da chiunque. Per avviare un’attività di questo tipo è infatti necessario rispondere a specifici requisiti di studio e avere l’apposita licenza prefettizia. Un passato lavorativo nelle forze di polizia può essere un requisito preferenziale per quanto riguarda la decisione finale del cliente, ma non è vincolante.

Come lavorano gli investigatori privati

I professionisti che lavorano nelle agenzie investigative e che interagiscono con i clienti lavorano sulla base di un mandato investigativo.

Dopo che il cliente ha espresso le proprie esigenze e dopo che è stata raggiunta una conclusione per quanto riguarda la fattibilità delle indagini, si procede alla firma del mandato che contiene informazioni sulla durata delle indagini, sulla periodicità delle comunicazioni che il professionista è tenuto a fornire al cliente e l’impegno a non rivelare a terzi nel corso delle indagini eventuali contenuti penalmente rilevanti.

I doveri dell’investigatore: ecco quali sono

Chi lavora nelle agenzie investigative e porta avanti i mandati ha degli specifici doveri nei confronti dei clienti ma anche davanti alla legge.

Gli investigatori privati possono infatti acquisire prove utilizzabili in sede di giudizio penale o civile, ma non ledere la privacy del soggetto monitorato. Per fare un esempio pratico relativo al tradimento coniugale, si può ricordare che l’investigatore ha la facoltà di fornire eventuali prove fotografiche della relazione extra coniugale, ma senza introdursi abusivamente in un’abitazione privata e senza monitorare le conversazioni online o gli SMS del soggetto sotto sorveglianza.

In questi casi le prove raccolte senza ledere la privacy della persona monitorata possono essere presentate in giudizio perché vengono considerate uno strumento che, facendo l’esempio della relazione matrimoniale, permette al coniuge tradito di far valere i suoi diritti di assistenza materiale e morale.